I nostri svaghi

Bagolino

Chiesa di San Giorgio

Bagolino S. Giorgio

Chiesa e monumento parrocchiale principale di Bagolino, racchiude le maggiori testimonianze della storia del paese.

Fu edificata nel 600 in 3 anni dell'architetto G. Bassista Lantana (1561-1627) risulta essere la terza per grandezza della provincia di Brescia, venne infatti chiamata "cattedrale in montagna".

Al suo interno ci sono opere di grandi artisti come: Tiziano, Tintoretto, Palma il Giovane, Torbido, Pietro Mera, che testimoniano la grandezza di Bagolino. L'edificio si presenta come un grande vano a forma di botte liscia illuminato da 8 finestroni semicircolari corrispondenti alle 8 cappelle laterali, quattro per lato, intervallate da doppie lesene che danno una sensazione di maggior altezza. L'altare maggiore, opera dell'abate Gaspare Turbini, è maestoso ed elegante. La pala, eseguita da Andrea Celesti, rappresenta in alto la SS Trinità e sotto S. Giorgio che uccide il drago.

La tavola della Madonna di San Luca è opera di un madonnaro, viene collocato da G. Panzazza nel XV secolo e lo definisce come uno dei più raffinati esemplari prodotti in questo campo. L'opera originale viene scoperta ogni 5 anni con solenni cerimonie.

 

Chiesa di San Rocco

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La Chiesa è dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano fu costruito sui resti di un tempio pagano.

Gianni Pietro da Cemmo affresca il presbiterio tra il 1483 ed il 1486. Questi affreschi, Annunciazione, dodici sibille, Crocifissione, quattro dottori della chiesa d'occidente e la vita dei santi) è un importante testimonianza della pittura lombarda tra il 1400 ed il 1500 a cavallo tra il Gotico Internazionale e il Rinascimento Italiano.

Nel 1577 la chiesa fu ampliata e dedicata a S. Rocco e gli affreschi furono ricoperti da uno strato di calce, solamente nel 1958 vennero riportati alla luce.

 

Chiesa di San Gervasio e Protasio

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La chiesa è citata fin dal 1598 sorge a metà del promontorio roccioso prospiciente il paese, un tempo risiedeva un eremita (romét) incaricato di avvisare gli abitanti di Bagolino in caso di principi di incendio suonando a martello le campane. Il piccolo complesso è formato anche dall'abitazione dell'eremita (dove si trova anche la cisterna nella quale, secondo la tradizione popolare, nascono i bambini) il campanile e l' "osteria", modestissimo ostello per i visitatori. Nel 1653 la chiesa venne ampliata e l'interno decorato con affreschi.

 

Il cimitero napoleonico

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Fu tra i primi della provincia di Brescia ad essere edificato fuori dai confini della città, come imponeva l'Editto Napoleonico di Saint Claude del 1804. Suggestive la sequenza di cappelle di famiglia che costituisce la cinta verso la strada del cimitero, qualche apertura protetta da inferiate offre suggestivi scorci verso il semplicissimo interno, dove è conservato un notevole patrimonio di croci in ferro battuto.

 

 

Ponte Caffaro

Chiesa di San Giuseppe

 

Costruita nel 1877 grazie ai sacrifici della popolazione, dedicata a San Giuseppe è stata consacrata nel 1908. All'interno c'è un quadro raffigurante la madonna di San Luca, copia fedele di quello conservato nella chiesa di Bagolino. L'altare maggiore del 1909 presenta un' ossatura di marmo bianco di Carrara con specchi nella base e nei gradini dei marmi colorati.

Del 1941 è la realizzazione della decorazione del coro, del presbiterio e del soffitto della chiesa compreso il grande affresco che forma la pala dell'altare maggiore opera del pittore Vittorio Trainino.

 

Chiesa di San Giacomo

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Si trova prima di Ponte Caffaro, sulla sponda destra del lago d'Idro. Della sua esistenza si ha notizia fin dal IX secolo quando essa dipendeva dai benedettini del monastero di S. Pietro in Monte che insegnavano agli abitanti del luogo a coltivare e bonificare l'acquitrinoso Pian d'Oneda.

La chiesa fu dedicata a S. Giacomo protettore dei pellegrini; infatti vi era una casa per ospitare i viandanti che transitavano.

L'edificio primitivo subì modifiche durante i secoli: si arricchì di un pronao affrescato; l'abside e le finestre presero un'impronta seicentesca, l'unica navata rimase invece pressoché intatta con le capriate del tetto sorrette da due semplici archi a sesto acuto.

La facciata a capanna è semplicissima, caratterizzata da tre archi: quello centrale praticabile, gli altri due sono sormontati da finestre rettangolari, che la fanno assomigliare a quella di un'abitazione civile. I pilastri e parte della facciata mostrano resti di affreschi. L'interno è di un'austerità francescana per la semplicità delle capriate evidenziate dalla luce che entra abbondante dalle finestre.

 

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